E’ iniziato i primi di Settembre 2015, e durerà un anno, il progetto “TUTTA MIA LA CITTA’. Le seconde generazioni risorse di cittadinanza per l’integrazione che intende rendere protagonisti gli adolescenti di seconda generazione, figli d’immigrati nati o ricongiunti entro i 6 anni e che si realizzerà in 16 diverse sedi su tutto il territorio nazionale, tra cui la nostra Ortona.

 

Si intende sperimentare una metodologia d’intervento multilivello (minori, adulti, istituzioni) finalizzata a favorire processi d’inclusione e cittadinanza, tramite la costruzione di  occasioni e spazi di interazioni tra pari con un approccio interculturale, dando voce e ascolto alle innumerevoli storie di adolescenze in ricerca.

Visti anche gli ultimi avvenimenti, si ritiene necessario intervenire a più livelli, dalle famiglie alle istituzioni, per sensibilizzare sulla tematica adolescenziale, mettendosi in ascolto dei ragazzi e dei loro punti di vista.
Per la città di Ortona, il progetto ha preso avvio dal Soggiorno Proposta e da Don Gigi Giovannoni, sempre attento alla prevenzione riguardo le giovani generazioni, coadiuvato dal responsabile Dott. Luigi Gileno, psicologo-psicoterapeuta che da anni si occupa di “adolescenze” e da alcuni volontari dell’ACGO-Associazione Culturale Giovani Ortonesi, in primis il presidente Claudio Di Lizio.

Si sono avuti riconoscimenti di patrocinio da parte della Provincia di Chieti e del Comune di Ortona, per interessamento dell’Assessore alle Pari Opportunità Simonetta Schiazza.

Il progetto avrà inizio da sabato 30 gennaio presso la Sala Rotary del complesso Sant’Anna alle ore 17 con il convegno dal titolo “La relazione educativa in adolescenza” che vedrà tra i relatori, oltre ai già citati Don Gigi Giovannoni e Luigi Gileno, anche la Presidente Regionale UNICEF Annamaria Monti.

 

Tutte le persone interessate, genitori, insegnanti, ragazzi, giovani e amministratori, possono partecipare a quella che intende essere una riflessione a più voci su argomenti di interesse sociale ed educativo, in modo da costruire un nuovo patto educativo che veda tutti coprotagonisti.

 

26.01.2016

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